Ho sconfitto i “tu non ce la farai mai” del passato e ho raggiunto il mio obiettivo

“Dopo la maturità non avevo dubbi sulla strada da intraprendere, volevo completare il mio percorso scolastico e così ho deciso di intraprendere la carriera universitaria, scegliendo di iscrivermi a Scienze dell’Educazione.

Il mio percorso di studi fin dalle superiori è sempre stato altalenante, più bassi che alti, sul filo di un rasoio ma sempre con la voglia di imparare, di farcela e di andare avanti. Sì, perché nonostante i “tu non sei adatta” o “tu non ce la farai mai” del passato il mio obiettivo è stato raggiunto: due anni fa mi sono laureata all’Università di Verona e mai come quel giorno sono riuscita a sentire la felicità.

La mia esperienza lavorativa inizia grazie al Servizio Civile Universale, in una struttura dedicata a bambine e bambini con disabilità. 

È stata un’esperienza altamente formativa, che mi ha dato la possibilità di lavorare a stretto contatto con professionisti, che mi ha aiutato a crescere. Ho aperto gli occhi ancora di più verso il mondo della disabilità, che prima era teoria scritta sui libri di testo ed ora invece è di fronte a me, sotto il mio sguardo diretto.

È stato un punto di partenza per il mio futuro, mi sono messa in gioco nonostante il timore di aver scelto la strada sbagliata. Ora quel timore non ce l’ho più e sono convinta del percorso che ho intrapreso, ho ancora tanta voglia di imparare e di crescere.”

Ilaria, laureata in Scienze dell’Educazione
Instagram: @ila_taddei__

Lavoro al call center dell’Orientamento e aiuto le future matricole a scegliere il corso giusto

Mi sto per laureare in Scienze della formazione nelle organizzazioni, un corso di studi che permette di sviluppare le conoscenze e le competenze della psicologia e della pedagogia per applicare loro in modo trasversale nei diversi ambiti.

Grazie alla Domanda unica benefici, ho avuto l’opportunità di svolgere le 150 ore lavorando negli uffici universitari. Quello che facciamo nello specifico è orientare i futuri studenti nella scelto del loro corso di studi e accompagnarli tra le varie procedure di iscrizione.

Lorenzo è uno studente/tutor del servizio “call center immatricolazioni”. Dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 14 chiamando lo 0458028000 è possibile avere informazioni sul mondo Univr e sulle procedure di iscrizione e immatricolazione. 

Aiutare gli altri, leggere e viaggiare: ecco cosa mi rende felice

“Alla fine dell’ultimo anno di scuola superiore ero ancora indecisa sulla strada da intraprendere all’università, sebbene fossi indirizzata verso Scienze dell’Educazione non ero ancora convinta. Tuttavia, ero consapevole di voler iniziare un percorso focalizzato sulle relazioni sociali: ascoltare, dialogare ed essere a contatto con la gente erano le mie prerogative per il lavoro che avrei voluto fare in futuro. Svolgendo alcune ricerche sul web, mi sono imbattuta nel corso di laurea in Scienze del Servizio Sociale e ho capito che era il percorso adatto a me. Vivevo in Trentino, in una splendida valle, ma volevo che l’università fosse anche un’occasione per conoscere una nuova realtà, un modo per stringere nuove amicizie. Ricordo che quando ero piccola mi recai a Verona per una gita fuori porta con i miei genitori: l’atmosfera di questa città mi colpì particolarmente; pensai che da grande avrei voluto frequentare proprio qui l’università. La mia vita oggi a Verona è tranquilla e piacevole, trovo che sia un ambiente ricco di opportunità. Ho due passioni: leggere e viaggiare con gli amici. Devo ammettere che è stato proprio un viaggio speciale a far nascere in me la consapevolezza di voler lavorare in un contesto che mi desse l’opportunità di interagire il più possibile con le persone. Mi riferisco a un viaggio a San Francisco, tre anni fa, per svolgere attività di volontariato. Un’esperienza che non dimenticherò mai”.

 

Alessandra, srudentessa di Scienze del Servizio Sociale

In Colombia ho trovato la serendipità

“Scrivo ascoltando del “latino americano”. Qui in Italia siamo abituati a dargli un nome generico, ma in Colombia te lo puoi scordare. La champeta è la champeta, e il ballenato è il ballenato. La champeta é un po’come fare l’amore, con i vestiti, ballando. Pensavo di partire per conoscere di più me stessa, in realtà ho conosciuto il mondo e il mondo mi ha riempita. Non so se avete mai sentito parlare di serendipità. È un concetto semplice e complicato allo stesso tempo. Comunque in sintesi, consiste nel trovare qualcosa mentre stai cercando altro. E per me ha funzionato alla grande. Spesso siamo solo convinti di aver bisogno di qualcosa, in realtà gli avvenimenti ci raddrizzano con gioie o sfide che necessitiamo. Mi sono portata via mille convinzioni e duemila domande. Sono tornata con tremila domande e una convinzione: credi in te stessa ma ricordati che non si smette mai di imparare.

 

 

La mia attività di volontariato era legata ad un dopo scuola fortemente ortodosso e in un primo momento ho creduto di dover affrontare qualcosa che mai sarei riuscita a sopportare. Come sviluppo un programma sulla conoscenza di sé e consapevolezza della propria sessualità se non posso dire che essere gay, etero, lesbica, bisessuale o asessuato sono tutte condizioni normali? Come gli racconto di affidarsi solo a Dio a ragazzi che a casa subiscono molestie? Dopo una settimana di interminabili pianti e voglia di tornare a casa – con addosso anche una relazione in Italia che si trascinava sempre di più nella dipendenza affettiva e nell’abuso psicologico – ho finalmente realizzato che avrei potuto farcela ribaltando la situazione.

 

 

Posso esprimere il mio sostegno senza mancare di rispetto alle credenze altrui, posso parlare di me e non giudicare. Posso usare tante parole ma ancora di più posso ascoltare, e lasciare piccoli semini che magari a tempo debito cresceranno. Posso anche passare tre giorni nella savana dormendo su un’amaca con attorno altre quindici persone e solo due prese di corrente, facendo colazione all’alba con il mango appena caduto dall’albero. Posso uscire dai miei schemi e arricchirmi giorno dopo giorno. Posso portare il mondo dentro di me invece di portare me nel mondo”.

Sofia, studentessa di Scienze della Formazione nelle Organizzazioni e volontaria AIESEC

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