Il vantaggio di avere dei titoli che valgono doppio

“Sono assegnista di ricerca in Filosofia Morale presso il Dipartimento di Scienze Umane, ed ho avuto l’occasione di partecipare ad un importante evento grazie alla mia esperienza universitaria.

L’evento per il quale sono stata coinvolta, organizzato dall’Ambasciata tedesca a Roma, consisteva in un panel virtuale tra Nunzia Catalfo, Ministra del Lavoro per il Governo italiano, e Hubertus Heil, Ministro del Lavoro per il governo tedesco, sulla tema della migrazione del lavoro in Europa dal punto di vista italo-tedesco. 

Sono stata invitata ad intervenire con un breve video, riportando la mia esperienza di studio e ricerca tra Italia e Germania: una laurea magistrale a doppio titolo e un dottorato a titolo congiunto.

L’evento si è tenuto in diretta streaming, credo che la mia video-testimonianza possa riassumere al meglio quella che è stata la mia esperienza italo-tedesca.

Buona visione!”

Giulia, assegnista di ricerca al Dipartimento di Scienze Umane
Instagram: @giulia.battistoni.90

In Erasmus a Leeds ho capito che noi europei abbiamo più cose in comune di quanto crediamo

“Un rientro anticipato di 3 mesi, in un’Italia in piena quarantena, non è riuscito a rovinare il ricordo di una delle esperienze più coinvolgenti ed intense della mia vita. Chiudere in bellezza, ho imparato, non è sempre possibile; tuttavia, la paura di un addio non deve scoraggiarci da intraprendere avventure che possono cambiarci la vita.

Anche se inizialmente timoroso per alcune difficoltà burocratiche, superate grazie al puntuale aiuto di docenti e personale Univr, sono riuscito a coronare il mio sogno di internazionalizzare la mia formazione.

L’iniziale senso di timore, una volta uscito dalla caotica stazione dei treni di Leeds, ha ceduto il passo a un senso di libertà mai provato prima. Un senso di libertà che, non so ancora bene come, sono col tempo riuscito a sublimare nella creazione di una daily-routine tutta mia, capace di coniugare tre, quattro parties a settimana – che si tenevano nelle casette tutte uguali della mia amata 45 Mayville Avenue – con il superamento degli impegni universitari scanditi dal mio Learning Agreement (LA).

Una cosa che mi ha sorpreso è la flessibilità che mi è stata offerta nella scelta dei corsi. Essendo iscritto “sotto condizione” al primo anno di magistrale, e non avendo quindi ancora conseguito la laurea triennale, l’Università di Leeds non mi ha permesso di iscrivermi ad alcuni corsi “Master level” (magistrale). Il referente di sede qui a Verona, tuttavia, mi ha concesso di inserire nel LA sia esami “BA level” (ovvero della triennale) che “MA level”. La flessibilità dimostrata dall’Università di Verona mi ha permesso di completare il primo anno di magistrale all’estero e di farlo, tra l’altro, con una media dei voti più alta rispetto alle mie aspettative – vista la ratio, a mio dire, indulgente delle tabelle di conversione dei voti.

Devo ammetterlo, a livello architettonico e museale Leeds ha di che invidiare a molte città a noi più vicine, ma una cosa è certa: ritrovarmi immerso in una cultura diversa dalla mia, convivendo con persone provenienti da diverse regioni del Regno Unito, qualcosa mi ha insegnato. Se, da un lato, ho scoperto che pure loro non si capiscono se parlano in dialetti diversi, dall’altro lato ho imparato che in fondo, al di là delle difficoltà di comprensione linguistica e culturale, una serena convivenza è certamente possibile, se basata sul rispetto del punto di vista altrui e sul riconoscimento della relatività del proprio.

Un’altra cosa che non avrei conosciuto altrimenti, e che nemmeno credevo esistere, è il sentimento di comunanza che si prova stando insieme a ragazzi europei provenienti da altre nazioni. Oltre alla facilità di comunicazione data da una lingua comune comunemente mal parlata, il sentimento diffuso di familiarità che ci avvolgeva durante le sfide a beer pong e ring of fire è un qualcosa che difficilmente scorderò.

E, alla fine, penso che il progetto Erasmus sia stato pensato proprio per questo: per farci capire che, così in classe come al pub, noi europei abbiamo più cose in comune di quante crediamo.

Non mi resta che ringraziare l’Università di Verona e con essa le persone che mi hanno costantemente seguito nella realizzazione di un sogno. Ora tocca a voi!”

Giulio, studente di Scienze Filosofiche
Instagram: @giulio_geromella

Volevo dare una svolta alla mia carriera da nuotatrice e ho scoperto la filosofia

“Mi sono trasferita a Verona per dare una svolta alla mia carriera da nuotatrice, ma ho scoperto anche una nuova passione, la filosofia. Ho scelto questo corso perché sono affascinata dall’amore per la sapienza , dalla dialettica e dalla continua ricerca della verità, mi interessa lo studio critico, anche sistematico di una gamma illimitata di idee e problemi .Credo ci sia un legame tra la mia attività agonistica e il mio percorso di studi, la filosofia deve diventare la forma mentis che mi aiuti nello sport. Quando una gara va bene non ci sono problemi ma quando le cose non vanno è lì che non bisogna perdersi d’animo, lì che bisogna ricercare le cause , affrontarle e trovare il giusto equilibrio. Nel nuoto come nella vita, avere una mente aperta ti aiuta ad affrontare i problemi in maniera diversa”.

Rachele, studentessa, di Filosofia

 

 

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